ebook di Fulvio Romano

venerdì 17 novembre 2017

Se la fiction tv racconta l’incubo di ogni genitore

LA STAMPA

Spettacoli

Se la fiction tv racconta

l’incubo di ogni genitore

Vanessa Incontrada protagonista di “Scomparsa” su Rai 1

storia di una figlia sparita e di un’età complessa che va capita

Scomparsa è l’incubo di qualsiasi genitore. Cresci un figlio, giuri di conoscerne ogni fiato. Era un bimbo adorabile e diventa un adolescente misterioso. Ti addormenti che eri il suo dio, ti risvegli che sei il nemico giurato. Succede, a volte, fino alle più drammatiche conseguenze.

Sprofonda in questo imbuto di dolore il film televisivo in sei puntate Scomparsa da lunedì su Rai 1, coproduzione EndemolShine Italy e RaiFiction, regia di Fabrizio Costa. Vanessa Incontrada è Nora (per un tributo semi-celato all’eroina ibseniana di Casa di bambola), una neuropsichiatra infantile che si è trasferita da Milano a San Benedetto del Tronto, ripresa come una piccola Florida. È una madre single, il papà neppure sa di averla una figlia e ora che la piccola è adolescente, si sente fiera del rapporto che ha creato. Una sera Camilla, interpretata da Eleonora Gaggero, dice una bugia e con la migliore amica sta fuori tutta la notte. Non farà più ritorno a casa.

Ricerca disperata

Aiuta Nora in questa ricerca disperata il vicequestore aggiunto (quant’era bello quando erano semplicemente commissari) Giovanni, che ha il viso di Giuseppe Zeno, padre a sua volta di un bambino abbandonato dalla madre e che tenta il suicidio.

Un po’ Peyton Place e un po’ Twin Peaks, qui si mette in scena non tanto la provincia inconfessabile ma un microcosmo che partecipa, nel bene e nel male, degli accadimenti comuni. «La storia - dice il regista - mescola vari generi, lo zoccolo duro è il thriller ma poi spunta il melò, il family e persino un pizzico di fantasy. Abbiamo attinto a un fatto giudiziario, elaborandolo. Spesso in questi casi le persone coinvolte, disperate, si rivolgono al paranormale come un’ultima spiaggia. È successo per il caso Moro ed è successo per Yara Gambirasio. Abbiamo fatto vedere che una madre come la nostra, razionale, può nel dolore, rivolgersi a una sensitiva».

Vanessa Incontrada è rimasta coinvolta dalla sceneggiatura: «Ci metti tanto del tuo in una storia di questo tipo. Ho pensato a mio figlio che ha solo nove anni e al rapporto che si instaura col tempo. Mi chiedo se sarò in grado di capirlo. Ci scopriamo pieni di lacune». 

Questo è il racconto «della nostra realtà in trasformazione - dicono gli sceneggiatori Peter Exacoustos e Maddalena Ravagli - il cambiamento del ruolo della madre e la crisi della figura patriarcale. Abbiamo guardato alla cronaca e alla nostra esperienza di genitori. Che immagine diamo del mondo ai nostri figli? Come possiamo ripensare l’istituto della famiglia? Quale esempio portiamo e che cosa ci aspettiamo come ritorno? Abbiamo scavato in queste fragilità. Verranno fuori man mano che la storia si dipana, procedendo per flash back, fino a capire che cosa ci ha portati alla sparizione».

Droga, sesso, bullismo, violenza, la provincia ricco borghese e quella più popolare restituite con coloriture diverse per ambientare la vicenda ad alto tasso angoscioso. Personaggi paradigmatici, il rovescio di tante vite fanno da sfondo a un’adolescenza che spinge per cedere all’età adulta senza averne le certezze. Un film corale con un cast che concorre a dipingere un torbido mondo «teen» che lo spettatore pregherà non sia dei loro figli.

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michela tamburrino


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